Disturbi d’ansia

Tachicardia, palpitazioni, aumento della sudorazione, sensazione di avere un nodo alla gola o un peso al petto, tremore, agitazione psico-motoria, pensieri che anticipano in continuazione possibili eventi futuri, preoccupazioni, rimuginii continui…

A chi non è mai capitato?

Queste sono le principali manifestazioni cognitive e psicofisiologiche dell’ansia, fenomeno che accompagna praticamente tutti gli esseri umani in determinati momenti e situazioni della propria vita. Essa, infatti, è nata come meccanismo utile e fondamentale alla sopravvivenza, in quanto permette di riconoscere in anticipo un potenziale pericolo o una situazione negativa, e attivare velocemente le risorse utili a fronteggiarlo. Sentirsi ansiosi prima di un esame, di un colloquio di lavoro o di un appuntamento galante, ad esempio, è un’esperienza comune e che consente di attivarsi, allo scopo di agire con maggior prontezza e affrontare quella situazione al meglio.

L’ansia non è quindi un fenomeno patologico di per sé, ma può diventarlo se è presente in misura eccessiva, tale da compromettere le normali aree di funzionamento di una persona.

Si ha quindi, in questo caso, un notevole dispendio di energie, in quanto si sperimenta fin troppo spesso e a forte intensità quanto prima descritto, si è quindi sempre attivati, fino ad  arrivare, talvolta, a non riuscire più a svolgere alcune delle proprie attività quotidiane (uscire, guidare, incontrare altre persone…).

Panico | Fobie | Ansia

Solo chi ha il caos dentro di sé può generare una stella danzante.

F. Nietzsche

Attacchi di panico

Una delle manifestazioni d’ansia più intense è l’attacco di panico. Esso è un fenomeno che si verifica in un periodo di tempo ben definito; è caratterizzato da intensa apprensione, paura e terrore, e include anche sintomi fisici quali tachicardia, tremore, sensazione di mancanza di respiro, dolore al petto, nausea, capogiro e vertigini, senso di svenimento…

Un aspetto che spesso spaventa la persona a cui capita è la velocità con cui l’attacco sopraggiunge, e il fatto che, a volte, esso sia totalmente inaspettato, “come un fulmine a ciel sereno”…

Può capitare, allora, che la persona che l’ha vissuto inizi a preoccuparsi persistentemente che possa capitare di nuovo; spesso si inizia a modificare il proprio comportamento per evitare che questo accada, sino a compromettere in maniera significativa la qualità della propria vita. Si inizia, ad esempio, ad evitare il luogo e la situazione in cui si è verificato l’attacco di panico: si smette ad esempio di guidare, di frequentare luoghi affollati, mezzi pubblici, ci si fa sempre accompagnare da qualcuno che, in caso di malessere, potrebbe fornire aiuto… Oltre al forte senso di paura, poi, può sopraggiungere anche la rabbia verso sé stessi, l’imbarazzo e il ritiro sociale, con un significativo aumento della sofferenza personale e la difficoltà a raggiungere gli scopi che sono importanti per la propria realizzazione.

Fobie

Un’altra tipica manifestazione dell’ansia è rappresentata dalla fobia. Essa consiste in una intensa e persistente paura per uno stimolo o una situazione ben precisa, con il conseguente tentativo di evitare tale stimolo o situazione.
Ciò che può scatenare una fobia è potenzialmente illimitato; in base a ciò la fobia prende un nome specifico.
Molto conosciuta, d esempio, è l’agorafobia, ovvero la paura di trovarsi in luoghi o deserti o molto affollati, in cui si ha la percezioni di non poter essere aiutati in caso di malessere.
Esistono poi le zoofobie, ovvero le fobie scatenate da animali, con sottocategorie in base all’animale temuto, come ad esempio l’aracnofobia, ovvero paura dei ragni, o l’ofidiofobia, cioè la paura dei serpenti.

Esistono poi la claustrofobia, ovvero paura degli spazi stretti; dromofobia, cioè la paura di viaggiare e dei mezzi di trasporto; pirofobia, la paura degli incendi e del fuoco; acrofobia, ovvero paura delle altezze e del vuoto… e così via.

Ansia generalizzata

Quando l’ansia diventa una compagnia costante nella propria vita, tale per cui una grande quantità di eventi e situazioni vengono percepiti come potenzialmente pericolosi e generano quindi questo fastidioso stato emotivo, si parla di disturbo d’ansia generalizzata. Spesso, in questi casi, vengono compromesse aree importanti per la propria vita: quella sociale, lavorativa, o altre rilevanti per la persona. Ci si sente allora sempre tesi, irrequieti, ci si stanca con facilità, si può avvertire anche una tensione costante a livello muscolare e si possono avere alterazioni del sonno.

Ricorrere ai farmaci, in questi casi, può attenuare i sintomi fisici, che non vengono però tuttavia risolti e si ripresenteranno presto nella loro intensità, o magari sotto altra forma, se non si cerca di capire la causa e a gestire tale attivazione in maniera più funzionale, per conoscersi e stare meglio.

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